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Una laurea di primo livello in ingegneria biomedica conseguita negli Stati Uniti, un percorso di studi che prosegue al Politecnico di Milano e una profonda, viscerale passione per il calcio che nasce fin da giovanissima: conosciamo Beatrice Abati, da quest’anno in forza alla Pro Sesto di mister Ruggeri.

Beatrice, ci racconti come ti sei avvicinata al mondo del calcio? Come si è sviluppata la tua carriera?

Ho iniziato a giocare a calcio a 10 anni all’oratorio di Castellanza, seguendo mio fratello Alessandro, più grande di me. Ho giocato insieme ai maschi fino al passaggio all’Inter Femminile, una splendida esperienza: da lì ho avuto la possibilità di giocare nella Nazionale Under 17 e Under 19. Con le ragazze dell’Under 17 siamo arrivate terze sia all’Europeo che al Mondiale di categoria. Con l’Inter ho esordito in Serie A a 17 anni, poi ho fatto moltissima Serie B.

Poi, per motivi di studio, mi sono trasferita negli USA, nel Tennessee: lì ho giocato nella squadra universitaria fino al dicembre del 2020, quando sono tornata in Italia. Dopo un passaggio al Napoli, mi sono trasferita al Como in Serie B fino a fine stagione… poi è arrivata la chiamata della Pro Sesto ed eccomi qua…

Come ti descriveresti dal punto di vista calcistico? E come ti stai trovando in questo avvio di torneo?

Sono un centrocampista centrale: qui a Sesto gioco come vertice basso del sistema a rombo che utilizziamo. Penso di avere ottime doti di corsa, sono grintosa e mi piace gestire il pallone, e calcio anche abbastanza bene. Mi piace giocare in una realtà come questa, che affronta le partite a viso aperto e con un atteggiamento sempre propositivo.

Sei una delle tante ragazze nuove arrivata in un gruppo vincente – reduce da due promozioni consecutive – ma che si è appunto rinnovato molto. Come ti stai trovando? Che aspettative ci sono per il campionato?

Con il gruppo mi sto trovando bene, mi sono integrata subito. Ho trovato un gruppo di amiche, con una ottima intesa: non è una cosa così scontata. Dal punto di vista sportivo, siamo una squadra giovane e  grintosa, che corre molto, ma anche con qualità tecniche: siamo un buon mix insomma, abbiamo la possibilità di dire la nostra e rimanere in B. Probabilmente dovremo lottare con squadre come Palermo, Cortefranca, Torres, che sono neopromosse come noi. Intanto dobbiamo continuare a lavorare: le soddisfazioni e i gol arriveranno!

Sei stata all’estero per alcuni anni: come hai trovato il movimento calcistico femminile al tuo rientro?

Sicuramente l’interesse intorno al calcio femminile è cresciuto molto, anche per la spinta degli ottimi risultati della nazionale. C’è ancora molto da fare, perché ad esempio per tutte noi che giochiamo in serie B il calcio è un “secondo lavoro” o un “hobby”, e in questo siamo lontani da altri paesi.

Cosa c’è nel futuro di Beatrice?

Il mio obiettivo è giocare il più a lungo possibile! In futuro vorrei trovare un lavoro che valorizzi il mio percorso di studi: sono iscritta alla Laurea Magistrale in ingegneria biomedica al Politecnico di Milano. E poi… ho appena iniziato a prendere lezioni di pianoforte!