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Una carriera sul rettangolo verde con le maglie di Rapid Lugano, Fiammamonza, Milan, Juventus ed Azalee, prima di scegliere di passare in panchina. Maria Macrì inizia la sua carriera da tecnico in Svizzera per poi tornare in Italia ed allenare Como e Tradate Abbiate. Dopo la collaborazione con Fiammamonza e Brescia ed un’altra esperienza all’estero, eccola in biancoceleste per rilanciare le ambizioni di una squadra attualmente al terz’ultimo posto.

Maria, qual è il percorso che l’ha portata alla Pro Sesto?

È avvenuto tutto in poco tempo, con i diversi tasselli che si sono “incastrati” perfettamente. Si potrebbe dire che c’è stata una buona dose di casualità, anche se io sono abituata a pensare che nulla succeda per caso: preferisco cogliere quanto successo come un segnale.

A metà ottobre avevo accettato la proposta del Lugano: ho potuto guidare la squadra solo per tre partite, fino a Natale. Purtroppo in quei mesi mi ero accorta di come gli impegni e le promesse che mi erano state fatte al momento di sottoscrivere il contratto non erano state mantenute: avevo perso motivazione ed entusiasmo, ed avevo già deciso di lasciare quella piazza. Subito dopo Natale mi è stata prospettata la possibilità di venire qui a Sesto: avendo allenato all’estero, avrei potuto essere tesserata per questa stessa stagione qui in Italia, ed ho accettato subito la proposta.

Eredita una squadra reduce da una doppia promozione, con una rosa giovane e rinnovata, attualmente in una situazione di classifica non semplice. Quali sono le sue prime impressioni?

Se in Serie C qualche elemento di qualità nella rosa è sufficiente per ottenere buoni risultati, in Serie B la strada è ben più difficile: questa categoria ha una qualità decisamente superiore. In Serie C ci sono ambizioni e possibilità molto diverse tra i partecipanti al campionato, in B invece c’è molto più equilibrio. Inoltre in queste settimane tutte le squadre si sono rinforzate per migliorare. Per una neopromossa è normale pagare lo scotto del salto di categoria: tuttavia, avendo visto la Pro Sesto  qualche volta prima di dicembre, devo dire che non ho mai visto una squadra inferiore alle avversarie. Purtroppo a volte i risultati non arrivano anche quando si lavora bene. Ora però bisogna guardare avanti e pensare a come fare bene da domani.

Lo stop al campionato potrebbe essere un aiuto per conoscere meglio la rosa e trasmetterle alcuni concetti?

Avere tempo per lavorare è senz’altro una buona cosa, purtroppo però tra la situazione determinatasi per  la pandemia, il periodo festivo ed il mercato aperto non ho ancora potuto lavorare con la rosa al completo. Per ora ci stiamo concentrando sulla fase difensiva.

Sono già stati ufficializzati alcuni movimenti di mercato: si lavorerà ancora per rinforzare la squadra?

Sono arrivate in biancoceleste Laura Gargan per la difesa e Silvia Leonessi per l’attacco; in difesa abbiamo con noi anche Laura Boccardo, che è giovanissima (2003), e probabilmente arriverà anche un’altra giocatrice per rinforzare l’attacco. Il mercato ormai è chiuso in Italia, vedremo se ci saranno possibilità dall’estero. Abbiamo lavorato con l’obiettivo di aumentare l’esperienza in rosa, mentre dal punto di vista tecnico ci concentreremo sui nostri punti più deboli, ovvero il gioco senza palla, la solidità difensiva e il possesso.

Quale modulo intende utilizzare? E quali sono gli elementi caratteristici delle sue squadre?

A me piace molto il 4-3-3, che ritengo si possa adattare molto bene a questa squadra. Ad esempio non abbiamo un attaccante in grado di garantire un gran numero di gol, ma abbiamo ragazze con caratteristiche diverse e che ben sia adattano a questo modulo. Tuttavia è anche giusto essere preparati a cambiare: le ragazze devono saper fare tanto altro. Ho trovato un gruppo intelligente e collaborativo, che indubbiamente ha delle qualità. Cercheremo di mettere i valori di tutte al servizio della squadra consapevoli che la crescita individuale determinerà anche quella del gruppo.

Qual è stato il suo impatto con la società e il mondo Pro Sesto? Con che staff lavorerai?

Conosco molto bene Assunta, che è stata bravissima nel lavoro svolto qui. Negli anni ho visto una progettualità importante, una crescita evidente con anche risultati nel breve termine. Complimenti a chi ha lavorato qui – come Assunta e ad Alessandro Cartago –  ed alla società tutta, che ha creduto e investito nel mondo femminile. L’arrivo in B, assolutamente non scontato, è davvero un risultato importante. Con me lavoreranno Giorgia De Rosa, preparatrice atletica che era già nello staff, e Massimiliano Laghezza, che inizia a lavorare con me in qualità di assistente allenatore: per lui si tratta di un ritorno in una realtà che conosceva già bene!