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Nove punti da recuperare in 4 partite: dopo le sconfitte con Cittadella, Ravenna e Como la permanenza in cadetteria per la squadra femminile sestese assume i contorni di un’impresa. A 360’ dal termine della stagione abbiamo fatto il punto con Alessandro Cartago, responsabile della squadra femminile. Ecco le sue parole:

Alessandro,  partiamo dalle ultime partite: sono arrivate tre sconfitte che hanno complicato di molto i piani salvezza…

Sono state sconfitte caratterizzate da elementi simili: con Cittadella e Ravenna eravamo in vantaggio e poi siamo stati raggiunti e superati, mentre contro il Como la sfida si è decisa nel finale di partita. In tutti i casi abbiamo commesso errori di squadra, non ci sono state situazioni individuali. La sfida con il Ravenna è forse quella che ci ha “fatto più male”, poiché credevamo fortemente in un risultato positivo. Ora continuiamo a credere nel nostro sogno, ma per realizzarlo non è più tutto nelle nostre mani, visto che saranno fondamentali anche i risultati delle altre partite.

I punti da recuperare sono 9,  con il Tavagnacco a quota 26 nel mirino…

Certo la classifica dice che dobbiamo compiere un’impresa: di questo siamo consapevoli, ma la matematica non ci condanna, pertanto preferisco pensare che ci sono ancora 12 punti disponibili e che all’ultima giornata troveremo un Ravenna che potrebbe essere ancora coinvolto nella lotta salvezza. Da parte nostra, non abbiamo la minima intenzione di mollare né di regalare qualcosa: stiamo lavorando sodo da agosto e continueremo a farlo fino all’ultimo minuto.

Il calendario propone per il prossimo 1° maggio il match contro un Chievo Verona attestato a metà classifica, mentre il Tavagnacco impegnato a Cesena e il Ravenna che ospiterà la capolista Brescia.

E’ un match che sul piano delle motivazioni “si prepara da solo”: la posta in palio è altissima, dobbiamo concentrarci su di noi e dare il massimo, perché possiamo recuperare dei punti su chi ci precede. E’ difficile, serve un’impresa? Certo!

E’ presto per un bilancio? La stagione finora è stata complessa, ma è difficile identificare un momento preciso in cui c’è stata una svolta in negativo…

Il calcio è fatto di vittorie, pareggi e sconfitti. Se perderemo la serie B non sarà dipeso da una singola giornata, ma dal percorso. Stiamo pagando alcuni fattori: scelte singole – non solo di campo – inesperienza rispetto ad una categoria completamente diversa rispetto a qualche anno fa, cresciuta moltissimo in competitività come l’interno movimento femminile. E’ vero, ci aspettavamo qualcosa di più dalle ragazze, ma siamo un gruppo giovane che arriva da un percorso vincente straordinario. Certo, siamo sempre stati in zona retrocessione a parte forse una settimana, e anche questo è un dato di cui tenere conto. Io sono il primo artefice delle scelte, visto che con Assunta (Tassone, D.S., ndr) scegliamo allenatrici e giocatrici, quindi ci prendiamo le nostre responsabilità. Pensavamo di essere “più vicini” alla salvezza in questa fase, ma ora serve un’impresa: possiamo farla, non sarebbe la prima volta che si verificano queste rimonte. Poi, comunque andrà, vedremo come ripartire: i questi 4 anni abbiamo vinto 3 campionati, è un risultato straordinario sia per la società che a livello personale, per il quale non posso che ringraziare tutti i miei collaboratori e le ragazze, alle quali non posso dire nulla per l’impegno  profuso, la serietà e l’abnegazione. Se penso che si allenano 4 volte alla settimana, alla sera, e che qualcuna arriva da Torino o da Pavia…

Prepariamo al massimo queste ultime sfide: qualunque sarà il finale, ripartiremo con slancio e ambizione, oltre ad una stagione in più di esperienza