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Nella rosa della Pro Sesto che affronterà la stagione 2022/23 c’è anche un nuovo portiere, Federico Botti.

Ciao Federico, iniziamo a dire ai nostri tifosi da dove vieni, la tua carriera fino a oggi.
“I miei primi passi nel mondo del calcio sono stati nella società dilettantistica vicina al mio paese, il Ciliverghe, fino ai 13 anni, quindi ho fatto un anno all’Inter (dove ho conosciuto anche alcuni degli altri ragazzi arrivati quest’anno in Pro). Due anni nelle Giovanili del Brescia, fino alla Primavera, prima di iniziare a giocare in prestito in Serie D, al Breno, all’Arconatese e, nell’ultima stagione, a Ravenna, che mi ha dato l’opportunità di confrontarmi con i grandi e di fare bene. È stato il culmine di un percorso di crescita, sia umana, sia professionale: ho potuto giocare con continuità e farmi conoscere.”

Portiere fin da subito, quando hai capito di poter diventare un calciatore professionista?
“Ho compreso di poter fare questo come lavoro quando sono arrivato a Brescia. Da quel momento in poi ho capito che il calcio resta sì un divertimento, e così lo interpreto ancora oggi, ma che ne avrei anche potuto fare un lavoro. Se uno non si diverte giocando a calcio, non farebbe i sacrifici che comporta, o almeno, per me è così.”

Com’è avvenuto il trasferimento alla Pro Sesto?
“Nel momento in cui si è avvertito che il Brescia non mi avrebbe rinnovato, subito si è fatta sentire la Pro, con convinzione, e io mi sono sentito subito coinvolto e voluto. L’ho scelta senza considerare neppure altre opzioni. La Pro, poi, è una società storica, e nel mio passaggio all’Inter l’avevo conosciuta anche direttamente.”

Prime impressioni dal ritiro…
“Al ritiro si lavora, in un ambiente molto professionale. Mi trovo bene sia con il preparatore dei portieri, Luca Marmora, sia con mister Andreoletti. Stiamo lavorando tanto e bene per affrontare al meglio il campionato.”

A proposito, che campionato sarà?
“Io preferisco vivere una partita alla volta, senza pormi obiettivi. Negli ultimi anni ho giocato in squadre di vertice, ma il senso non cambia: vivere 90’ per volta, gara dopo gara e vedere cosa succede, andando in campo con la stessa mentalità sia contro la prima, sia contro l’ultima in classifica.”

A quale portiere ti ispiri?
“Mike Maignan. Solo in campo, però. Fuori lui è un gran personaggio, io sono più pacato, tranquillo.”

Il Botti calciatore e il Federico uomo. Raccontaci di te come persona.

“Sono una ragazzo cui piace stare sereno, senza crearsi ansie e problemi. Mi piace soprattutto passare il tempo con i miei amici, chiacchierare, andare in piscina, giocare a beach volley, calcio-tennis, ping pong.
Se sono solo, amo leggere, senza generi letterari precisi. A volte mi interessa un argomento e cerco di approfondirlo attraverso i libri. Ascolto anche molta musica, in particolare rap e hip hop”.