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Uno dei volti nuovi della Pro Sesto 2002/03 è quello sorridente di Nicolò Radaelli, acquistato dall’Inter.

È lui a raccontarci la sua carriera calcistica fino a oggi.
“I primi calci a un pallone li ho tirati da piccolissimo alla Vis Nova, vicino a casa. Sono poi passato al Monza, dove sono rimasto fino al fallimento della società briantea. A quel punto ho giocato due anni al Renate. A partire dall’Under 15 sono entrato nel Settore Giovanile dell’Inter, con una sola parentesi di 6 mesi in prestito al Torino. Lo scorso anno, invece, ho assaporato il calcio dei “grandi”, in Serie D, al Villa Valle. È stata un’esperienza importante, che mi ha cambiato completamente, sia di testa, sia nel modo di giocare, di approcciare le partite, di considerare in un altro modo una vittoria o una sconfitta.”

Come hai scelto la Pro Sesto?
“Anzitutto Pro Sesto significa Lega Pro, quindi quando il mio procuratore mi ha avvisato di questa opportunità, sono stato felicissimo. La Pro Sesto, però, per me è anche una società storica, contro la quale ci ho giocato fin da quando ero piccolo, e poi passando dall’Inter ho conosciuto anche la struttura, gli impianti del Breda. Non è stato difficile scegliere la Pro!”

Quali sono le tue aspettative per la stagione che sta per cominciare?
“Non sono uno che si crea grandi aspettative. Personalmente mi aspetto di crescere, di migliorarmi. Per la squadra non voglio pensarci, non per scaramanzia, ma perché credo che lavorando sodo tutti i giorni, durante la settimana come nelle partite, per tutto l’anno, potremo toglierci grandi soddisfazioni, anche contro le tante squadre blasonate che incontreremo nel girone A.”

La prima fase del ritiro conferma le tue impressioni sulla possibilità di crescere qui e con la Pro Sesto?
“Sicuramente. Ho trovato un ambiente serio, professionale, dove si lavora tanto e bene. Le strutture sono strepitose, sia per allenarci, sia fuori dal campo. Con lo staff e con il gruppo squadra c’è sintonia, mi trovo bene con tutti. I compagni più esperti si sono rivelati subito di grande disponibilità nell’accogliermi e farmi sentire a mio agio. Qui sto davvero bene”.

Hai detto che l’esperienza in Serie D ti ha cambiato, come approccio, ma anche come ruolo in campo, è vero?
“Quando giocavo nelle giovanili facevo il centrocampista, la mezzala. Oggi invece il mio ruolo è quello di terzino destro. Le mie caratteristiche più evidenti sono tanta corsa, tanta “gamba” e una bella dose di grinta. Senza grinta non potrei giocare a calcio! Anche i miei riferimenti tra i calciatori di Serie A oggi sono due giocatori di fascia, Di Lorenzo del Napoli e Parisi dell’Empoli. Mi ispiro a loro.”

Come passa un giornata libera Nicolò Radaelli?

“Se c’è la possibilità, la prima scelta è ovviamente passarla con la mia fidanzata, o con la mia famiglia, cui sono legato, oppure uscire con gli amici. Se mi capita di restare da solo, come l’anno scorso quando vivevo nella Bergamasca, non è un problema. Anzi, a volte cerco comunque dei momenti nei quali isolarmi. Serie Tv, un po’ di musica, ma anche solo restare in pace nel mio mondo. Sono un tipo tranquillo. Corsa e grinta le tengo per le partite”.