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Alessandro Sala è alla sua terza stagione in Pro Sesto, ma in realtà la prima iniziata fin dal ritiro.
Ricordi il tuo primo impatto con il mondo Pro?

“Avevo fatto la stagione precedente a Cesena, ed ero contento di tornare a Sesto, che è la città dove sono nato e dove vivo, per vestire i colori della Pro.
L’inizio fu ottimo, ma purtroppo mi infortunai seriamente e non riuscii a giocare con continuità.
L’anno successivo seguii il mister al Renate, ma ebbi sei mesi di black out, anche per il cambio di allenatore e giocai ancora meno che a Cesena. Decisi così di tornare dove ero stato meglio, qui alla Pro, dove l’anno scorso ho giocato tutte le partite, saltandone solo un paio, e oggi sono felicissimo di cominciare la nuova stagione dall’inizio. Anche per questo ho prolungato il mio contratto in biancoceleste.”

Quale partita ricordi con particolare soddisfazione?
“Il mio ricordo più bello finora è legato al match con la Triestina in trasferta. In uno stadio bellissimo giocammo un ottimo incontro, terminato con la nostra vittoria per 3a2. Segnai il terzo gol, il mio primo con la maglia della Pro e anche il primo tra i professionisti. Fu un giorno di grande gioia, per me e per la squadra.”

Quali sono le tue impressioni sulla Pro di oggi?
“Un gruppo bellissimo. Non è scontato trovare una situazione come la nostra, in particolare in Lega Pro, soprattutto per i giovani. Qui capisci subito dove sei e c’è tutto per inserirsi al meglio e dare il massimo. Si lavora tanto ma veramente bene.”

Per me questa è una stagione fondamentale. Anzitutto perché giocare per la squadra della propria città fa sempre la differenza e poi perché c’è tanta voglia di iniziare un percorso importante, sia personale, sia di squadra. Grazie al nuovo staff e al supporto costante della società c’è nell’aria la voglia di fare qualcosa di importante, la si avverte. Noi daremo il massimo, anche se il campionato si presenta particolarmente difficile. Non partiamo certo come la squadra favorita, e per questo dovremo dare sempre qualcosa in più degli avversari, ma noi siamo pronti. Su qualsiasi campo, anche quelli che hanno visto i palcoscenici della Serie A, che poi diventano quelli più stimolanti sui quali giocare e poter far vedere che anche noi abbiamo da dire la nostra”.

Se tu non fossi diventato un calciatore, come sarebbe ora la tua vita?
“Questa è una domanda che mi pongo spesso. Quando ero piccolo dicevo che da grande avrei voluto fare il dottore, anche perché a scuola sono sempre andato bene, ma ovviamente oggi sono concentratissimo sulla carriera da calciatore. Grazie allo sprone continuo di mia mamma, ho comunque proseguito gli studi, e quest’anno dovrei laurearmi in Scienze Motorie.”

Raccontaci qualcosa su di te che forse non tutti sanno…
“Una cosa che mi diverte è fare le imitazioni. Ho una sorta di talento per riprodurre dialetti e inflessioni delle altre persone. Quando sono in campo sono sempre concentrato al massimo, ma nei momenti di relax mi piace tirar fuori questa “dote” e far divertire compagni e amici.
Poi ho una grande passione che mi porto dietro fin da piccolo, quella di Capitan America. Ho un’enorme collezione di tutto quello che viene prodotto, soprattutto action figures, sul mio supereroe preferito, che mi piace perché aiuta sempre gli altri.”