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Riccardo Capogna è al suo secondo anno in Pro Sesto, e uno dei giocatori più esperti presenti nella rosa biancoceleste.
Riccardo, ricordi come avvenne il tuo arrivo alla Pro?
“Sono arrivato dopo che la Società mi aveva corteggiato per anni. La squadra arrivava da una salvezza all’ultima giornata, ma ho trovato un ambiente tranquillo, una società sana – cosa affatto non scontata – e la sensazione è quella che dicono in tanti, perché è vera, di stare in una famiglia.
Questo aiuta a dare il massimo, a pensare solo a giocare bene, anche per la maglia, la società e i tifosi. L’ambiente ti fa rendere di più. L’anno scorso siamo riusciti a salvarci anche grazie a questo affiatamento a tutti i livelli.”

La partita che ricordi con più piacere…
“Beh, è facile, ed è il ritorno dei playout contro il Seregno. È stata una gioia immensa dopo un anno difficile. Per me è stata una doppia soddisfazione, perché la società e la squadra se lo meritavano, e poi perché non volevo “macchiare” la mia carriera con una retrocessione…La ricordo ancora come se fosse ieri, la botta di adrenalina, prima, durante e dopo, con tantissima gente allo stadio, soprattutto i bambini…bellissimo!”

Quali sono le tue sensazioni per questa stagione?
“Quest’anno è finito un ciclo in società, e secondo me le scelte per iniziarne uno nuovo sono state ottime, con un mister giovane, uno staff giovane, molti ragazzi alla prima esperienza tra i “grandi”… dopo tutti questi anni nel calcio certe sensazioni le avverto subito…c’è una grandissima voglia di migliorarsi e fare bene. Anche la società lo dimostrando, affiancando ai tanti giovani giocatori di esperienza. I più giovani, davvero bravi, hanno portato freschezza, tanta voglia di affermarsi, fare un bel campionato. E poi ci siamo noi confermati, che ci siamo messi a disposizione per un loro rapido inserimento, soprattutto come esempio quotidiano nel lavoro, e per dare consigli nei momenti delicati di una partita su uno dei tanti campi caldi sui quali giocheremo.”

Cosa vorresti dire ai tanti giovani arrivati in Pro?
“Vorrei dire loro di lavorare tanto, ogni giorno, in allenamento come in partita, e poi di giocare in modo più spensierato possibile, perché sono bravi, le qualità le hanno. Dico loro che la Serie C è dura, ma rappresenta anche un bel trampolino per emergere nel calcio. Il mio augurio per loro è infatti quello di poter dire un giorno “lo vedi quel giocatore di Serie A? Ecco, ha esordito con me in Pro Sesto!”

Quali obiettivi ti poni a livello personale?
“Mi sento addosso una voglia incredibile. Mi sento più carico di 15 anni fa! Vorrei dimostrare a me stesso e agli altri che posso ancora fare bene per qualche stagione. Poi, rispetto all’anno scorso, dove sono stato condizionato da un infortunio, punto a fare più gol possibili, meglio se pesanti. Anche se sono un attaccante cui piace manovrare, vivo per il gol.”

E per la squadra?
“Vorrei vedere una squadra che abbia sempre coraggio, e che faccia un bel gioco. In questo senso l’allenatore giusto c’è. Poi dove arriveremo, lo vedremo strada facendo, sicuramente puntando a non soffrire come nell’ultima stagione…”

Se Riccardo Capogna non avesse giocato a calcio, dove lo troveremmo oggi?
“Davvero non lo so, perché ho pensato tardi a una possibile alternativa. Ho sempre pensato solo al calcio, e per questo motivo ho trascurato gli studi, cosa che non rifarei. Adesso posso dire che mi piacerebbe restare nell’ambiente anche dopo, magari come allenatore.”

Cosa fa Riccardo fuori dal campo..
“Il papà a tempo pieno! Ho due figli, e la possibilità di seguirli quotidianamente, insieme a mia moglie, mi dà tanta soddisfazione. Vederli crescere, andare ai colloqui a scuola, giocare con loro nel tempo libero. È impegnativo, ma impagabile.
E poi mi piace seguire il lavoro di mia moglie, che fa la rappresentante di vini. In questo campo mi piacerebbe migliorarmi, saperne di più, ma c’è tempo. Oggi penso solo al calcio e alla Pro!”