Venite da quattro vittorie consecutive e siete al terzo posto in classifica, come giudichi la stagione della squadra fin qui?
Siamo partite molto bene, sicuramente l’obiettivo è quello di arrivare ai playoff, c’è stato un mese di mezzo in cui abbiamo avuto un piccolo blackout però stiamo ritornando ad avere quel fuoco che avevamo ad inizio stagione. Ce la stiamo giocando di settimana in settimana con l’obiettivo di andare a prendere il Real Meda che è sopra di noi. Questa settimana l’obiettivo è la Coppa Italia. Il bilancio per ora è positivo, non ci aspettavamo il blackout ma ora sta a noi ricomonicare a fare quello che stavamo facendo prima.
A livello personale invece come giudichi la tua stagione?
Un po’ coincide con il livello della stagione della squadra. Nel senso che l’inizio è stato molto positivo, sono anche riuscita ad andare a segno tre volte. Poi purtroppo ho avuto un infortunio poco prima di natale che mi ha tenuto fuori dal campo proprio in questo mese di blackout della squadra. Questo mentalmente è stato difficile, vivere da fuori tutta la difficoltà e non poter aiutare la squadra. E’ stato molto difficile per me e a maggior ragione ora ho molta più voglia di tornare e fare bene per raggiungere il nostro obiettivo.
Quale aspetto del tuo gioco ritieni essere il tuo punto di forza? E qual è invece un aspetto su cui senti ancora di dover migliorare?
Un mio punto di forza direi il fatto di saper gestire le partite anche nelle sistuazioni di difficoltà, un aspetto che magari all’interno della squadra, specialemente nelle più giovani, è una carratteristica più da acquisirire. Qualcosa su cui migliorare invece in questo momento devo ancora ritrovare la forma che avevo prima dell’infortunio, però a livello mentale mi sento bene quindi sono abbastanza positiva.
In passato hai dichiarato che il tuo idolo calcistico è Claudio Marchisio, il numero 8 l’hai scelto per lui?
Il numero 8 mi è sempre piaciuto e l’ho sempre associato a Marchisio, poi giocando a centrocampo si sposa bene. Inoltre mi piace anche il fatto che il numero 8 girato sia il simbolo dell’infinito.
Hai qualche rito scaramantico prima delle partite?
Non è proprio scaramanzia ma dalla stagione in cui ho vinto lo scudetto all’Inter ho iniziato a mettere un nastro nero sull’indice sinistro. Era un nastro preso dai fogli che l’allenatore appiciccava alle pareti, lo prendevo e lo mettevo al dito. Da allora prima delle partite, prima di entrare in campo metto un nastro nero all’indice. Quell’anno, il 2018, per me è stato davvero un bell’anno, ho vinto lo scudetto da capitano.
Hai menzionato la tua esperienza all’Inter, da tifosa juventina che effetto ti faceva?
Dal punto di vista professionale ho sempre trovato molto bello il fatto di avere una fede diversa da quella che rappresentavo. Poi il fatto di essere capitano mi metteva da una parte in una posizione difficile ma dall’altra portava con sè grande onore e grande responsabilità, molto più bello delle apsettative. A un certo punto ho anche dovuto rifiutare la proposta della Juve per motivi scolastici ma è una scelta di cui non mi pento, è stato un bel percorso. Tornando all’aspetto del tifo, sì, soprattutto da piccola era strano. Poi diventa lavoro.
A che età inizi a scindere tra ragazzina tifosa e ragazza calciatrice?
Io sono arrivata all’Inter a 12 anni, quindi direi dopo i primi due anni, attorno ai 14 quando diventa campionato professionistico. Anche perchè prima non era ancora “l’Inter” ma ASD Femminile Inter, quando non c’erano ancora le squadre femminili. Quando poi è stata acquistata dall’Inter è stato proprio bello perchè è cambiato tutto, c’è stato un salto a livello di società, organizzazione, tutto.
Tu poi hai vissuto il passaggio al professionsimo.
Questo ha comportato acquisire responsabilità, a ogni livello , anche solo meidatico quando arrivavi al campo. Poi si sente, fa la differenza essere parte di un club di serie A, quello che ti mettono a disposizione. L’Inter in particolare penso sia una delle società più grandi. Indipendentemente dalla fede poi mi trovavo sempre a San Siro ad esempio per fare raccattapalle, avevo l’abbonamento all’Inter.
Domenica vi attendono i quarti di finale di Coppa Italia contro il Moncalieri, un avversario tosto contro cui è arrivata una sconfitta in campionato, come la state preparando?
Io purtroppo ero infortunata per la partita di campionato e mi è spiaciuto tanto non esserci a causa dell’infortunio. Vederla da fuori mi ha permesso di vedere meglio i loro punti forti e i loro punti deboli. Sono un’ottima squadra, a livello di gioco sono l’unica insieme a noi credo a giocare davvero un bel calcio, quindi sarà una bella partita da giocare. Hanno un ottimo staff e un allenatore molto bravo, sono giocatrici d’esperienza e sarà davvero un’ottima gara. La stiamo preparando bene, in settimana abbiamo analizzato punti i loro forti e deboli ma come dice sempre il mister dobbiamo lavorare su noi stesse, stiamo lavorando bene e stiamo lavorando al massimo sperando di raggiungere i nostri obiettivi.
Allora chiedo anche a te se potete vincere la Coppa Italia.
Io ci credo, ci credo fortemente. In questi 4 anni alla Pro Sesto non siamo mai arrivate a questo punto della competizione, quindi anche il fatto di esserci sicuramente è un privilegio e vorrei sfruttarlo al massimo per potere raggiungere la vittoria della Coppa.
