Questa è la tua seconda esperienza alla Pro Sesto. Cosa hai trovato di diverso e cosa credi abbia portato di nuovo il mister in questa stagione in cui state ottenendo grandi risultati?
Rispetto ad allora qua è cambiata tutta la parte dirigenziale, tutto lo staff. Quest’anno siamo una squadra molto giovane, tante ragazze sono alla prima esperienza in questa categoria. Siamo sicuramente una squadra ben costituita e unita. Sin dall’inizio il mister è stato bravo perchè è riuscito ad unirci e a lavorare bene su quelli che erano i nostri punti carenti, è riuscito a trovare il modulo giusto per noi, abbiamo cambiato da inizio anno per trovare quello più funzionale alle nostre caratteristiche.
Sei una delle più esperte in spogliatoio, lo senti come una responsabilità? Cosa comporta?
Molte delle nostre ragazze anche se sono giovani vengono da settori giovanili importanti, a differenza mia o di altre più grandi, quindi hanno una qualità elevata che noi non avevamo. Secondo me noi più esperte dobbiamo fargli capire che non basta la qualità ma ci sono altri elementi come la determinazione, la grinta, la voglia di fare e soprattutto l’impegno. Impegnarsi da inizio stagione ad agosto fino alla fine è duro ma è quello che ti fa poi fare il salto di qualità e avere stagioni di successo.
A livello personale invece come valuti la tua stagione fin qui?
Ero molto contenta di tornare perché avrei ritrovato compagne con cui avevo già giocato, inoltre avevo proprio voglia di mettermi in gioco, di fare una stagione importante. Quest’anno in realtà non sono stata molto fortunata perché mi sono infortunata subito all’inizio. È stato un infortunio che mi ha tenuto fuori diversi mesi e da cui rientrare è sempre molto complicato, perchè comunque il fisico ha bisogno dei suoi tempi. Ho fatto fatica a ritrovare la condizione e lo spazio in campo e mi è spiaciuto perchè speravo di fare una stagione importante. Piano piano però sto ritrovando la condizione e quindi cerco di fare quello che posso per la squadra. Sono contenta di aver trovato un gurppo bello e molto unito, sul campo stiamo lavorando bene e i risultati ci sono, per me questo è ciò che conta.
Dopo una lunga serie di vittorie consecutive domenica è arrivato un nuovo stop con il pareggio contro il Real Meda. Come ha reagito la squadra?
È stato un pareggio folle. Per noi era uno scontro diretto importantissimo ed era fondamentale non perdere per tenerci distaccate in classifica. Volevamo far bene a tutti i costi anche perché all’andata avevamo perso in modo abbastanza brutto e volevamo riscattarci. È stato complicato, una partita contro una squadra forte in un campo difficile. Noi non l’abbiamo approcciata nel migliore dei modi però la cosa bella uscita da questa partita è stata l’unione del gruppo, la forza di volontà e la determinazione senza mai mollare, tant’è che dal 3-0 siamo passati al 4-4 e questo fa vedere quello che è il valore del gruppo.
Come vi state preparando alla sfida contro il Lesmo, una delle squadre più in forma del campionato?
Ci aspetta un’altra partita importante adesso. Noi stiamo cercando di vivere partita dopo partita ed è chiaro che arrivati a questo punto della stagione ogni partita diventa fondamentale se vogliamo raggiungere i playoff. Anche questa partita è complicata perché il Lesmo è veramente una squadra forte con ragazze che giocano insieme da diverso tempo, è sempre una squadra ostica. Giochiamo in casa e quindi vogliamo assolutamente fare una bella figura davanti a tutte le persone che ci vengono a vedere. Vogliamo vincere anche perché poi c’è la pausa ed è sempre importante fermarsi con un risultato positivo.
Porti la numero 10, un numero importante. C’è qualche ragione particolare per cui lo hai scelto?
È una storia un po’ buffa. Io non ho niente del 10, che di solito viene associato a tecnica e visione di gioco, io non ho queste caratteristiche. É stata una scelta bizzarra. In pratica quando sono arrivata nessuno aveva la 10 perché la ragazza che ce l’aveva l’anno scorso è andata via. Quando si stavano decidendo i numeri io non avevo nessuna preferenza, non volevamo che il numero rimanesse scoperto e piaceva l’idea che lo prendessi io che con il numero 10 non centro niente.
Hai qualche rito pre partita scaramantico?
Adesso no, forse gli anni passati di più, come magari ascoltare la musica o alcuni gesti particolari prima di entrare in campo. Negli anni li ho abbandonati, la prendo più con filosofia.
Dalle tue parole emerge che siete un gruppo unito e affiatato. Il pareggio folle di questa domenica può essere anche una conseguenza di ciò?
Nonostante le età siano diverse noi più grandi con le più giovani riusciamo ad andare molto d’accordo. Anche quando si organizzano le cose fuori dal campo cerchiamo di coinvolgere tutti e tutti cercano di essere presenti. Un esempio di come il nostro sia un gruppo sano e unito è che ognuna è contenta per le altre compagne. Per esempio io domenica ero contentissima di tornare al gol, per me è stata una liberazione importante dopo il periodo che ho avuto e mi ha fatto davvero piacere ricevere i complimenti dalle mie compagne che erano felici per me. Questo vale più ogni altra cosa e non è scontato.
Come hai vissuto tu, per quelle che sono le tue esperienze, il passaggio del calcio femminile al professionismo?
Io ho iniziato a giocare a calcio tardi, quindi alcuni aspetti li ho vissuti solo marginalmente, per esempio i miei genitori erano un po’ scettici all’idea che io giocassi perchè era considerato uno sport da maschi. C’è stato sicuramente un passo avanti dal punto di vista della qualità, le categorie migliorano di anno in anno, però siamo ancora lontani anni luce dal raggiungere qualcosa di concreto. Alla fine solo la Serie A è professionista, Serie B e Serie C no. Negli anni in cui io ero in Serie B gli stipendi non erano alti ma dovendoti allenare tutti i giorni non puoi lavorare. Sicuramente ci sono squadre che hanno fatto passi avanti, come le squadre che hanno dietro la maschile. Oggi ti è chiesto tanto ma ti è dato poco a livello di strutture e cure. Molte squadre falliscono, non ci sono i fondi.
