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Sesto San Giovanni – La grande gioia per il primo successo in campionato fa da sfondo alle parole di Denise Carabetta. A pochi giorni dal suo 23° compleanno abbiamo intervistato il centrocampista biancoceleste, spaziando dalle prime esperienze in serie B fino a gettare uno sguardo sul prossimo futuro, dentro e fuori dal campo.

Denise, partiamo dalla fine: ci racconti questa prima, agognata vittoria in campionato contro la Roma?

Una grandissima felicità! Il fischio finale è stata una liberazione. All’inizio, per i primi 15-20 minuti, loro hanno giocato meglio, e ci hanno messe in difficoltà. Probabilmente eravamo un po’ timorose, considerando l’importanza dello scontro salvezza. Poi, con il passare dei minuti, siamo riuscite ad essere più lucide e a prendere in mano la partita. Abbiamo creato molte occasioni, ben di più rispetto alle partite precedenti, eppure questo gol non arrivava. Quando abbiamo colpito anche un palo, su azione d’angolo, abbiamo pensato che la porta fosse stregata… poi invece, proprio su un’altra azione d’angolo, è arrivato il meritato vantaggio.

La vittoria vi rilancia in classifica e soprattutto migliora il clima del gruppo squadra: come l’avete vissuta?

Dopo un successo c’è maggiore serenità, la mente è più libera. Noi lavoriamo sempre con impegno, ma questi 3 punti ci danno un pizzico di sicurezza in più nei nostri mezzi, oltre a caricarci in vista della partita di domenica contro il Cortefranca. Sarà un’altra sfida salvezza.

Fai parte di questo gruppo dalla scorsa stagione: che percorso state facendo?

Il gruppo è piuttosto giovane, con diverse novità rispetto all’anno passato. Numericamente siamo tante, ma mi piace sottolineare che questo è un elemento di forza: mister e staff possono contare su tante di noi, e noi stesse dobbiamo essere sempre pronte per dare il massimo nelle occasioni che avremo. Ad esempio domenica l’azione del gol ha visto protagoniste due ragazze entrate a partita in corso: serve il contributo di tutte noi per poter fare il massimo.

Hai già militato in serie B con il Milan Ladies: come trovi sia cresciuta questa categoria? E a livello personale, come stai crescendo “in campo”?

Quest’anno penso che il campionato sia tutt’altro che scontato. Nessuna gara è già scritta, e noi possiamo fare risultato contro chiunque. In passato, nella mia prima esperienza in B con il Milan Ladies, il campionato era più polarizzato, con differenze significative tra le squadre. Oggi il livello è complessivamente più alto, soprattutto sul piano della tattica e della tecnica individuale. A livello personale, gioco come centrocampista centrale nel 4-3-3 che stiamo utilizzando: mi piace impostare il gioco e credo di averne una buona visione, anche se sono consapevole di dover crescere ancora soprattutto in fase difensiva e di interdizione. So di giocare in un ruolo con diverse responsabilità, ma è una cosa che mi piace e non ho problema a farmene carico.

Come ti immagini il prossimo futuro, dentro e fuori dal campo?

Vorrei continuare a giocare fino a quando sarà possibile. Chissà che la crescita dell’intero movimento femminile non riesca finalmente ad aprire le porte al professionismo: sono tante le società blasonate che stanno investendo. Intanto alleno i più piccoli – ed è un’attività che mi piacerebbe continuare a fare – e studio, sono al primo anno di laurea magistrale in scienze motorie. Ma prima di tutto… salviamoci! Sono fiduciosa, abbiamo tante qualità e non vediamo l’ora di mostrarle